INTERCONNESSIONI

INTERCONNESSIONI

Interconnessioni è un’istallazione interattiva, un’esperienza multisensoriale e di deprivazione dei sensi allo stesso tempo. L’opera si costituisce di un insieme di teste, con al loro interno delle micro immagini mentali; da esse partono centinaia di  connessioni  che a loro volta vanno a creare una macro – immagine mentale, avvolgendo tutto quello che la circonda, ricreando cosi un nuovo mondo. Non vi è una forma prestabilita, ma tutto è un continuo connettersi d’intrecci .

L’istallazione ha l’intento di portare inizialmente lo spettatore ad uno stato di disorientamento . Nel momento in cui l’opera si attiva, attraverso luci stroboscopiche agli uv  ad intervalli ritmici, associate a dei suoni e dei video intermittenti permettono di indurre lo spettatore in uno stato di trance, cercando di suggestionare la sua mente e trasportandolo in un altro mondo interconnesso.

Questo insieme di stimoli prodotti dalle varie componenti che formano l’opera vogliono ricreare uno esperienza  nel quale l’osservatore riesce ad esperire uno stato alterato di coscienza, una fuga dall’esistenza e della realtà per mezzo di un viaggio multisensoriale, verso una sorta di pace del nulla.

La lampada stroboscopica  a bagliori ritmici uv, permette ai colori di prendere  maggior risalto, visibilità e farli vibrare di forza interiore,e allo stesso tempo genera momenti di buio inducendoci all’ascolto. La luce sembra agire direttamente attraverso i nervi ottici,e  sulle manifestazioni elettriche dell’attività celebrale, causando se cosi possiamo dire, un interferenza ritmica facilitando la visone ad immaginari  mentali. L’alternarsi di spento e acceso, serve anche per indurre lo spettatore ad  << ascoltare nel nero del buio dell’oscurità più profonda >>,cercando cosi di avviare un’esperienza non solo visiva, ma anche uditiva. intensificata non solo per il suggestionare la creazioni d’immagini mentali e della quantificazione spaziale, volumetrica del mondo,  ma anche nella direzione del ascoltare degli impulsi sonori:  << il ritmo che scandisce e segmenta lo spazio sonoro disegna il tempo secondo più o meno marcate vettorialità,sospensioni, accelerazioni>>.

L’ascolto al buio non è infatti solo un modo di conoscere e di percepire la realtà, ma anche un appello ad assegnare  ai suoni dei codici di significato in grado di spiegare e suggestionare la percezione del mondo, di costruire una Weltanshaung, “una visione del mondo” attraverso l’osservazione assunta dall’orecchio, oltre a quella della vista. L’esperienza dell’ascolto nell’ambiente di un buio alternato, o di completamente buio, favorisce l’emergere e la percezione dei suoni all’interno del silenzio, può essere anche una comunicazione interpersonale con se stessi. Nel buio troviamo esplorazioni sentimentali e psicologiche, è come se il nero favorisca l’intensità percettive e la rivelazione delle risonanze esteriori e interiori.